Un Weekend al Maso #2 – Vi racconto la mia Esperienza

Io e Germana, una giornalista che scrive di viaggi, abbiamo trascorso un lungo weekend in un maso Gallo Rosso in Val Venosta, più precisamente in una piccola frazione di Prato allo Stelvio. Non ero mai stata in Val Venosta, da parecchio tempo desideravo visitare quei luoghi un po’ lontani dalle mie mete abituali, ho scoperto una zona ricca di storia e tradizioni, dove il legame con il territorio è fortissimo.

L’appuntamento con la mia collega d’avventura è a Bolzano, il giovedì pomeriggio. Carichiamo le nostre valigie in macchina e dopo circa un’ora e mezza di viaggio raggiungiamo la piccola frazione di Lichtenberg/Montechiaro, un grazioso borgo circondato da meleti in fiore ai piedi di un antico castello del XIII secolo che troneggia ancora sulle abitazioni dei contadini. Al nostro arrivo al maso Hof am Schloss ci accoglie sorridente Manuela, la padrona di casa, che ci mostra il nostro alloggio: una meravigliosa casa vacanza, enorme, tutta per noi due, circondata da un bel giardino, oltre la staccionata un grande prato dove pascolano un’asina e una pony, entrambe con i loro cuccioli, dei quali durante il soggiorno mi innamorerò perdutamente. Scegliamo le nostre camere, ceniamo e andiamo subito a dormire. Tanti impegni ci attendono l’indomani e non vediamo l’ora di iniziare!!

Mi sveglio presto e mi accorgo che il tempo qui è scandito ancora dai rintocchi delle campane della piccola chiesa, non è necessario indossare l’orologio, è facile conoscere l’ora esatta, basta ascoltare. Gli unici rumori che fanno da sottofondo sono quelli emessi dagli animali. Le mucche, le galline, le anatre…. sono felicissima, io adoro gli animali e averne così tanti a disposizione è fantastico. In questi momenti mi sento una bambina, sono ancora capace di entusiasmarmi per le cose semplici. Alle 8,30, puntualissima, arriva Manuela sorreggendo tra le sue braccia un enorme cesto, all’interno la nostra colazione preparata con gli squisiti prodotti del maso: speck, formaggi, marmellate, yogurt, burro, succo di sambuco e purea di mele. Ogni mattina ci delizia con qualche novità, io che appena sveglia riesco ad ingerire solo caffè e biscotti, qui ho mangiato tutto, era proprio impossibile non farlo. Terminata la lauta colazione ci attende la visita del maso. Manuela ci mostra le stalle e tutti gli animali, l’enorme fienile, la bellissima Bottega del Contadino dove vendono i loro prodotti, tutte le stanze per la preparazione e lo stockaggio di salumi, formaggi e delle squisite confetture, la profumatissima cella di stagionatura. Ci racconta dell’antica casa dove ancora vivono i suoi suoceri e di Alois, un lavorante del maso, che li ha aiutati per 53 anni e vive ancora lì con la famiglia, come uno di loro. È suo il ritratto del contadino che compare nel logo della fattoria. Un bellissimo prato risale lungo la montagna, fra gli alberi da frutto un vecchissimo pero Pala (Palabirne), un cultivar in via di estinzione che, in Italia, cresce solo nell’Alta Val Venosta dal XVIII secolo, tuttora ne esistono solamente circa 500 esemplari. Si dice che i frutti di questo albero siano particolarmente benefici sull’organismo grazie ai numerosi minerali e alle vitamine che contengono, tant’è che venivano consigliate da medici e farmacisti come rimedio naturale per molti malanni. Alcuni fornai preparano un pane alla segale con pezzetti essiccati di pera Pala e in settembre, a Glorenza, viene festeggiata per un weekend intero.

Nel pomeriggio, dopo le foto di rito al campanile che si erge maestoso dal Lago di Resia a Curon Venosta, ci dirigiamo a Glurns/Glorenza. La città più piccola dell’Alto Adige, l’unica della Val Venosta ad avere i portici, uno dei borghi più belli d’Italia, completamente circondata dalle alte mura terminate nel 1580 e che ancora rinchiudono il gioiello che è il suo centro storico. Passeggiando per le sue splendide strade respiro il fascino di tempi andati, osservo il camminamento di guardia lungo le mura, i portici così bassi da poterne toccare il soffitto con la mano, la graziosa piazzetta con l’antica fontana, tutto sembra essere rimasto fermo a qualche secolo fa. Sono le 15 e l’ora è perfetta per un tea e un piccolo spuntino.

Incontriamo Traude, che gestisce il Salone delle Erbe (Tee-Salon) un grazioso bistrot dove poter pranzare oppure fare solo uno spuntino dolce o salato, accompagnato da un infuso alle erbe e fiori della Val Venosta, da un caffè o da un calice di vino. L’atmosfera qui è calda e accogliente, tanti mobili e oggetti vintage, la luce è soffusa e rilassante, tutto è mescolato con eleganza e buon gusto. Traude è una simpatica e interessante signora Austriaca che da parecchi anni vive qui in Alto Adige, lei e il compagno Siegi Platzer coltivano le erbe, che diventeranno poi squisite tisane, in un maso biologico in alta quota: Stilfser Bergkräuter. I fiori sono raccolti a mano ed essiccati interi, come per magia si dischiudono nell’acqua calda, creando un surreale e colorato bouquet che sprigiona aromi intensi. Traude racconta della sua vita, nata e cresciuta nel Burgenland si trasferisce a Vienna dove si laurea in Sociologia all’Università. Poi la sua grande passione per la cucina, anche lei ha un blog dove condivide le ricette dei suoi piatti, realizzati per la maggior parte con le erbe selvatiche di montagna. Ha voluto creare il Salone delle Erbe come luogo di ritrovo per tutta la città, dove si è liberi di mangiare, bere, chiacchierare o leggere un libro in tranquillità sprofondati in una comoda poltrona. A pochi passi da qui ci lasciamo rapire da Akazie, un grazioso second-hand shop dove trovare servizi di piatti vintage, abiti, oggetti per la casa e mobili d’altri tempi.

Per la cena ci attende un tavolo al maso Birkenhof, un Hofschank che sovrasta il paese di Schluderns/Sluderno e che gode di una splendida vista sull’Alta Val Venosta e sul massiccio dell’Ortles. Un Hofschank è una osteria contadina dove vengono serviti piatti con carne di produzione del maso. I Buschenschank, invece, sono osterie contadine situate in zone vitivinicole che hanno la particolarità di servire vino prodotto all’interno del maso. Scegliamo il nostro tavolo e ci accomodiamo: io ordino il Piatto Birkenhof, un tagliere di salumi e formaggi accompagnati dal tipico pane di segale, e una porzione di Hausgemachte Teigtaschen, una pasta ripiena con spinaci e formaggio Quark, tutto più che abbondante e davvero ottimo, l’atmosfera è conviviale, io e Germana trascorriamo una piacevole serata.

L’indomani ci attendono a Spondinig/Spondinga, presso lo Sportservice Erwin Stricker, due fiammanti e-bike per la nostra pedalata sulla ciclabile che da Glorenza scende fino a Merano, una cinquantina di km lungo la vecchia via Claudia-Augusta tra frutteti, piccoli borghi medioevali, boschi, prati… uno spettacolo unico, il paesaggio cambia spesso e non ci si annoia mai a guardare il panorama circostante. La nostra prima tappa è Ausserloretz Hof a Lasa, la distilleria artigianale della Famiglia Tappeiner dove vengono prodotte deliziose acquaviti, ottenute dalla fermentazione e distillazione della frutta coltivata nel loro maso, vincitrici di numerosi premi e riconoscimenti. Il simpaticissimo Günther Tappeiner ci mostra la sala di degustazione all’interno della quale si può vedere l’alambicco, ci racconta come tutta la sua famiglia lavori nel maso e contribuisca a proprio modo nella produzione, poi ci fa accomodare al tavolo dove degustiamo alcune loro specialità: l’acquavite di albicocche, quella alla mela e carota (la mia preferita), il liquore al miele, ovviamente non possiamo assaggiarle tutte, ne producono circa una quarantina di tipi diversi, e noi abbiamo ancora parecchia strada da fare pedalando…

Però ripartiamo con lo zaino appesantito da un paio di bottiglie in direzione Laces, dove ci aspetta la signora Irmi Oberhofer. Qui il maso è ospitato all’interno del castello medioevale accuratamente restaurato e con tutti i comfort che lo rendono una splendida abitazione moderna. La Famiglia Oberhofer produce i succhi di mela Eva Bio, con la frutta che cresce nei frutteti biologici a Tarres. Con le diverse qualità di mele, maturate al sole e raccolte a mano, vengono prodotti succhi senza aggiunta di conservanti e zucchero. Buonissimi i mono-origine che conservano le caratteristiche delle mele fresche: Kanzi 100%, Golden 100% e Fuji 100%, ai quali si aggiungono il Cuveè, ottenuto dalla miscela di due qualità diverse, e quelli dove alla mela vengono abbinati l’albicocca o il ribes nero.

Inforchiamo nuovamente le nostre biciclette e ripercorriamo la ciclabile ma ora in direzione opposta, dobbiamo rientrare prima che ci sorprenda la pioggia. Fortunatamente man mano che ci avviciniamo a Spondigna il vento spazza via tutte le nuvole che oscurano il cielo e un bel sole fa capolino sulle nostre teste, così decidiamo di dirigerci verso Glorenza, dove, dopo una breve sosta alla distilleria di whisky Puni (ve ne ho già parlato qui), vorremmo visitare il Mercatino dei Fiori e del Giardinaggio. Purtroppo arriviamo troppo tardi, le strade sono già sgombre e ripulite. Non ci resta alto da fare che recarci a Laudes per la cena. Dopo una cotoletta e una birra siamo pronte per tornare al nostro maso, il paesaggio lungo la strada per Prato allo Stelvio è incantevole.

La domenica è il giorno del rientro nelle nostre città, è sempre triste lasciare un luogo in cui sei stata così bene, io mi sono sentita a casa grazie alle gentili cure di Manuela e Florian di Hof-am-Schloss e alla cortesia degli abitanti della Val Venosta, tant’è che ho deciso di ritornare al più presto. Ma prima di partire devo fare un saluto alla piccola pony e a tutti gli animali del maso.

Per informazione sulle vacanze al maso vi invito a visitare il sito di Gallo Rosso, troverete anche le ricette tipiche dell’Alto Adige e gli indirizzi delle Osterie e delle Botteghe dei Contadini.

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *