I Passatelli Perfetti

Anche nelle migliori famiglie capita che le ricette, come spesso con con i ricordi che vengono  tramandati di madre in figlia, siano conservate nella memoria e mai scritte nei ricettari, che quasi sempre ritroviamo pressoché intonsi. Nella mia famiglia il caso più simpatico da menzionare riguarda la ricetta dei passatelli. Forse in un tempo neanche troppo lontano era più facile ricordare a memoria la lista degli ingredienti e il procedimento per la corretta riuscita di una pietanza, una volta non si possedevano 100 libri di cucina, non c’era internet, Masterchef, il mio blog… a confondere le idee e a riempirci gli occhi di piatti incredibili che dobbiamo assolutamente provare. Una volta era più facile. Avevi l’Artusi, forse uno o due altri tomi che contenevano le ricette rassicuranti della tua infanzia. Quelle ricette testate da tua mamma, tua nonna, la tua bisnonna e altre migliaia di donne prima di te e quindi avevi la certezza che sarebbe andata bene, sì, il piatto sarebbe riuscito perfetto al primo tentativo e tu avresti fatto bella figura alla tua cena che organizzavi da tanto tempo. Gli ospiti soddisfatti, tanti complimenti, tu fiera ti sentivi la regina del focolare e una chef da Le Cordon Bleu. Io l’Artusi lo utilizzo ancora, è in famiglia dal 1919, la copertina è andata perduta, le pagine più che gialle sono marroni e si sfaldano ad ogni tocco, sui margini capita di trovare annotazioni, calcoli, macchie. Dovrei comprarne uno nuovo da consultare mentre cucino e conservare questo cimelio al sicuro da irreparabili danni. Spesso lo consulto quando ho dei dubbi sulla cucina tradizionale, poi mi perdo fra le sue pagine e penso che mi piacerebbe provare, se non tutti almeno un buon numero, i suoi piatti. Comunque sto divagando, torniamo ai passatelli. Quando ho deciso che volevo imparare a prepararli ho chiesto a mia mamma di passarmi la sua ricetta. Lei mi rispose: “Certo! E’ facilissima! Metti 2 uova nella ciotola, aggiungi un po’ di Parmigiano grattugiato, un po’ di pangrattato, sale e noce moscata, mescoli il tutto, importante farlo con le mani così senti se l’impasto è della consistenza giusta”. GIUSTA? Cosa vuol dire GIUSTA?! Com’è GIUSTA? Ricordo che la risposta fu: “Non troppo soda, non troppo morbida, lo capirai col tempo e l’esperienza!” Me li preparò sul momento per cercare di trasmettere il suo sapere, ma io non capii. So che a volte posso essere un po’ lenta, ma ho bisogno di certezze durante l’apprendimento, non volevo rischiare che una volta messi nel brodo bollente i miei passatelli si trasformassero in una poltiglia. Allora mi sono messa alla ricerca di una ricetta che mi assicurasse un risultato gustoso e le cui dosi avessero un che di scientifico, esatto, preciso, ripetibile N volte e che mi assicurassero sempre e comunque il medesimo risultato. La ricetta dell’Artusi prevedeva il midollo di bue. A casa mia non si usa nei passatelli, quindi ho rinunciato all’esperimento e ho continuato a cercare. Fino a quando, un bel giorno, ho trovato la ricetta dei passatelli in un vecchio numero de La Cucina Italiana. Ritengo che questa sia la miglior rivista di cucina pubblicata in Italia, è sempre molto precisa e i piatti presentati riescono alla perfezione. L’ho provata e i passatelli avevano  esattamente il sapore e la consistenza che volevo. Da anni li preparo e rispetto sempre quelle dosi e sono sempre ottimi. Quindi è questa la ricetta che condivido con voi. E’ molto preziosa, custoditela con cura. Scrivetela nei vostri quaderni.

 

Ingredienti per 3/4 persone:

2 uova grandi

100 gr di Parmigiano Reggiano grattugiato

100 gr di pangrattato

sale

noce moscata grattugiata al momento

 

Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola piuttosto capiente, mescolare bene finché l’impasto non risulta omogeneo. Ora passare piccole quantità del composto attraverso il passa-passatelli creando dei cilindretti lunghi circa 5 cm. Quando il brodo inizia a bollire, fateli scivolare delicatamente nella pentola e poi spegnete il fornello appena tornano a galla. Sono già pronti.

passatelli

 

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