Kugelhopf, Gugelhupf, Guglhupf, Kugelhupf, Kuguluf…

Succede a volte che io mi fissi con qualcosa che fino a quel momento non era stato rilevante nella mia vita. Nasce improvvisamente, in un istante, come una scintilla che improvvisamente accende un falò nella mia mente e ogni cosa le gira intorno. L’ultima mia fissazione è il Kugelhopf. Non sono riuscita a capire il motivo di questa passione, ma ricordo lucidamente il momento in cui ha iniziato ad insinuarsi nel mio cervello. Ero a Monaco di Baviera in Dicembre. Era sera e faceva freddo, cercavamo un luogo caldo, dove scrollare via un po’ di gelo dai nostri cappotti, e una bevanda calda, che ci aiutasse a riscaldare le ossa infreddolite. In una piccola corte, al riparo dalla folla e dal rumore, è comparso il Guglhupf Cafè, una caffetteria nascosta e accogliente, mi ha colpita immediatamente l’insegna: il logo ero lo stampo tipico del dolce. Mi è sembrato un posto carino in cui entrare, purtroppo però stava chiudendo e non abbiamo potuto trattenerci. Ho preso il biglietto da visita e l’ho infilato in borsa, senza pensarci tanto, come un automatismo che mi aiuta a ricostruire le tappe dei miei viaggi, non ci ho pensato più finchè, rientrata a Modena, mentre sistemavo i bagagli, me lo sono ritrovato in mano. Ho iniziato, allora, a fare qualche ricerca su questo dolce e ho scoperto che ha tanti nomi molto simili, uno per ciascun paese nel quale lo si prepara, Germania, Austria, Polonia, Alsazia, anche in Italia ne esistono due versioni: una in Sud Tirolo e una a Trieste, ricordi gastronomici dell’Impero Austro-Ungarico. Ho anche trovato una ricetta in un libro di cucina dell’Alto Adige e da questa sono partita. Il primo esemplare l’ho sfornato il 31 dicembre e da quel giorno non mi sono ancora fermata. Finora ne ho preparati 7, circa uno a settimana, alla ricerca della ricetta migliore.

A mia discolpa posso però affermare che alcuni fattori esterni esterni hanno amplificato la mia fissazione per questo delizioso dolce a forma di ciambella. In gennaio, a Garmisch-Partenchirchen, nota località sciistica della Baviera, ho scoperto un altro caffè che aveva una splendida insegna in ferro battuto appesa alla facciata dell’antico palazzo, il Cafè des Atlas Grand Hotel, questa insegna era proprio uno stampo da Kugelhopf. Neanche un mese dopo, visitando il Museo della Grande Guerra sulla Marmolada ho scoperto, nella ricostruzione di una cucina austriaca che avrebbe dovuto trovarsi all’interno della famosa Città di Ghiaccio, uno stampo da Kugelhopf che i soldati si erano portati al fronte per preparare un dolce che avesse il sapore di casa, per sentire meno la nostalgia dei loro cari durante i rigidi mesi trascorsi in trincea. Tutte queste “apparizioni” hanno fatto si che si insinuasse dentro di me il mito del Kugelhopf. Poi è arrivato San Valentino e il mio compagno mi ha fatto recapitare a casa uno splendido stampo della Nordic Ware avvolto in un rosso e luccicante sacchetto di stoffa.

Ormai il Kugelhopf è diventato uno dei miei dolci preferiti, con il suo impasto soffice burroso e profumato, l’uvetta che sprigiona l’aroma del rum e la sua forma a corona, bellissima.

Ingredienti:

450 gr di farina

120 gr di zucchero

150 ml di latte

180 gr di burro

un panetto di lievito di birra (25 gr)

3 uova intere e 3 tuorli

150 gr di uvetta

1 bicchierino di rum e un po’ d’acqua calda per reidratare l’uvetta

zucchero a velo per decorare

Mettere a bagno l’uvetta nell’acqua e rum. Preparare il lievito mescolandolo al latte, un cucchiaino di zucchero e 3 cucchiai di farina, Dopo circa 10 minuti aggiungerlo al resto della farina, insieme al burro che dovrà essere a temperatura ambiente, alle uova, ai tuorli e allo zucchero. Impastare energicamente finchè tutti gli ingredienti non saranno ben amalgamati, ora aggiungere l’uvetta ben sgocciolata e unirla al composto, lavorandolo ancora per qualche minuto. Lasciar riposare l’impasto per circa un’ora e mezza. Dopo aver imburrato con attenzione lo stampo (io ho iniziato ad utilizzare lo staccante per torte spray per facilitare l’operazione…) versare al suo interno il composto e cuocere in forno già caldo a 175°C per circa 30 minuti. Quando sarà cotto, lasciar raffreddare il Kugelhopf e poi cospargerlo di zucchero a velo. Vi consiglio di mangiarlo il giorno stesso, ma se volete potete conservarlo in un sacchetto di plastica ben chiuso o in una scatola di latta. È un dolce molto delicato e tende a seccarsi piuttosto in fretta.

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