Tutti lo chiamano Lambrusco

Per noi modenesi il Lambrusco non è solo un vino, è la nostra storia, la nostra tradizione, il nostro territorio. Il Lambrusco per un modenese è famiglia, ricordi, emozioni. Il Lambrusco non è un solo vino, ma tanti vini differenti. Il Lambrusco è un caleidoscopio di profumi e di sapori. Tutto questo è racchiuso in “Tutti lo chiamano Lambrusco”, un libro sul vino dove non si parla molto di vino, ma soprattutto delle persone che lo producono. Perché il Lambrusco è fatto di persone, ognuna capace di trasferire le proprie sensazioni all’interno della bottiglia. Camillo Favaro, accompagnato da tre amici, Giulio Loi, Filippo Marchi e Antonio Previdi, in un viaggio durato tre anni fra le cantine della nostra provincia, ha saputo raccontare le storie di queste persone che vivono il Lambrusco ogni giorno e mettere in risalto le diverse sfaccettature del loro essere viticoltori, come custodi del passato e del territorio, ma con un occhio aperto sul futuro. Le bellissime foto in bianco e nero di Maurizio Gjivovich sono capaci di descrivere al meglio la quotidianità del Lambrusco, sono potenti, emozionanti. Ieri sera alla presentazione del libro ci si sentiva in famiglia, eravamo in tanti a celebrare il nostro vino, tutti entusiasmati e trepidanti nell’attesa di stringere tra le mani il bellissimo volume, che in realtà non parla solo di vino, ma racconta la storia di tutti noi.

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